IoR*Esisto2021 la dodicesima edizione è in Circolo!! Secondo appuntamento Circolo Arci Santa Maria

FASCISMO E ANTIFASCISMO A EMPOLI: DAI FATTI DEL ’21 AL PROCESSO ALLA RESISTENZA

Per i 120 anni dalla fondazione della Camera del Lavoro di Empoli, in collaborazione con CGIL e Aned e il Circolo Arci Santa Maria proponiamo un’iniziativa che ci aiuti a conoscere più approfonditamente la storia del nostro territorio dall’avvento del fascismo ai processi a coloro che presero parte alla Resistenza.

L’iniziativa avrà luogo il 25 Settembre al Circolo Arci di Santa Maria dalle ore 18.

I relatori e relatrici di cui abbiamo scritto sopra l’elenco tratteranno dettagliatamente argomenti specifici riguardanti la storia dell’antifascismo empolese.

Daniele Lovito (Dottore in Scienze Storiche): Raffaello Busoni ed i fatti del ‘21 ad Empoli. Parlare di Busoni, fondatore della Camera del lavoro di Empoli e leader del socialismo locale del primo ventennio del ‘900, significa raccontare un pezzo importante della storia della città e del movimento operaio locale, investito da una violenta ondata repressiva dopo i fatti del 1° Marzo ’21.

Alessandro Cioni (Dottore in Scienze Politiche): L’antifascismo ad Empoli. Protagonista dell’ antifascismo empolese fu proprio movimento operaio e raccontare il ruolo dei lavoratori e delle lavoratrici in questa lotta significa spiegare il perché gli empolesi e le empolesi furono riconosciuti come protagonisti della resistenza contro il regime.

Alessio Mantellassi (Dottore in Scienze Storiche): Le deportazioni politiche nell’Empolese. La deportazione operata dai nazifascisti ad Empoli fu prettamente per motivi politici, loro scopo era quello di stroncare la Resistenza e punire una città mai stata del tutto domata.

Claudia Nieddu (Dottoranda in Storia Contemporanea): Il processo alla Resistenza. Numerosi comandanti partigiani e protagonisti della Resistenza italiana, vennero messi sotto processo nel dopoguerra da parte di una magistratura, che si era formata sotto il regime fascista, nel tentativo di far passare come crimini comuni azioni compiute in periodo di guerra.

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